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mercoledì 22 febbraio 2012

Lavorare stanca

Eh,sicuramente lavorare stanca;fisicamente perchè anche il cosiddetto lavoro intellettuale non è più leggero di quello manuale,mentalmente perchè l'attenzione che si presta dovrebbe essere sempre massima e vigile.
Non mi piace chi distingue il lavoro in categorie come fossero "caste indiane ".
Non mi sono mai sentita inferiore al mio direttore di banca,semplicemente lui è un impiegato ,io una commessa.Abbiamo compiti e mansioni diversi ma siamo complementari gli uni agli altri,lui eroga denaro e gestisce i conti, io erogo servizi e gestisco il mio reparto;dov'è la differenza ?
Vorrei ci fosse un maggior rispetto nei confronti di chi lavora,che non vengano apostrofati con parole dure come pietre tipo "fannulloni" e "privilegiati",che non si rappresenti sempre la classe operaia come un branco di egoisti disonesti che gode di tutele immeritate,
L'argomento è caldo,bollente! Tutti a parlare del fatidico "articolo 18",come fosse da una parte l'unico ostacolo a una ripresa dell'occupazione e della produzione,dall'altra parte un credo,un dogma indiscutibile.
Così non andiamo da nessuna parte; sia chiaro che prima di rinunciare a dei diritti che sono costati lotte e scioperi si debba ben valutare le controproposte;detto questo il discorso va inserito in un più articolato progetto di riforma,che tenga in considerazione le vere problematiche che ci rendono meno competitivi.
Facciamo un esempio veloce che si può toccare con mano in ogni azienda ;le donne sono tutelate davvero durante la maternità? Risolvere questo problema ci frutterebbe ,oltre ad un elevato grado di civiltà,almeno un paio di punti di pil;se una donna avesse certezze sulla sua carriera quando non sia addirittura i forse la sua permanenza in azienda già sarebbe un bel passo avanti;non basta però a risolvere il più grande dei motivi di scarsa competitività,l'assenteismo.
Non per andare a fare un giretto all'outlet,non per "fregarsene" ma perchè non so a chi lasciare il bimbo se l'asilo è chiuso,perchè gli orari non coincidono,perchè i nonni non possono eternamente sostituire degli aiuti che la società sarebbe tenuta a darti.
Si rifletterebbe in modo positivo sulla qualità del lavoro la serenità che questi aiuti porterebbero alle più giovani di noi e solleverebbero le più adulte da un compito gravoso e delicato,lasciando loro tempo per se.
Un altro determinante tassello a renderci più produttivi,anche internazionalmente è la rete di aiuti e sostegno socio-sanitario di cui abbiamo necessità quando un famigliare comincia ad avere bisogno di assistenza sia parziale che continuativa ;questo quasi sempre ricade ancora una volta sulle spalle delle donne,che rinunciano a carriere soddisfacenti,non necessariamente sfolgoranti,o si piegano al part-time non riuscendo a fare tutto quasi da sole.
Questo ha un costo,indubbiamente,ma sono convinta che nel tempo avrebbe un ritorno in termini di socialità e di economia del lavoro;si tradurrebbe in sicurezza per operatori e titolari,ne deriverebbe un vantaggio per tutti.
In conclusione,parliamo dell'articolo 18,per carità;contemporaneamente mettiamo le basi per un più civile modo di intendere il mondo produttivo.
Moderni si diventa,civili anche !!

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