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I cuori puri sono i benvenuti....per tutti gli altri c'è speranza.

martedì 24 novembre 2020

PIAGNISTEI

 Avvezzi come siamo alla pratica della lamentomania non perdiamo occasione per affondare nella palude del dispiacere da tastiera.

L'oggetto del nostro disappunto è l'apertura o meno delle piste da sci per la stagione invernale e non solo per le festività natalizie.
Annaspiamo, ancora una volta , in un falso problema in gran parte dovuto ai media che cavalcano l'argomento anche per riempire ore di palinsesto monotono quasi totalmente dedicato alla pandemia e i suoi esorcismi.
Stancante.
Si limitino all'informazione senza buttarla sui sentito dire, a quello ci pensa benissimo quella gran gossipara della D'Urso che Mediaset e Silvio l'abbiano in gloria.
La montagna d'inverno non è solo piste da sci e il salotto di Marta Marzotto a Cortina.
Una vacanza in montagna sono anche passeggiate nel bosco , vi trovate meglio con le ciaspole o con gli sci da fondo? Poco importa, siete autonomi, l'impianto di risalita sono i vostri muscoli e senza pericolo di assembramento anche se si esce in comitiva.
E' pattinare sul ghiaccio e son tante le piccole piste poco affollate se volete dimostrare l'eleganza delle vostre volute o volete testare quante volte riuscite a cadere prima che vengano lividi sul didietro.
Montagna è misurarsi fra amici con lo slittino.
"L'ultimo che arriva in paese offre la colazione"
Anche qui è madre natura che mette a disposizione sentieri poco frequentati,divertenti e ripidi quanto basta per avere velocità e per i più esperti e temerari qualcuno proprio a picco si trova sempre.
Montagna è prendere il sole e colorare la pelle e la vita come nemmeno Rimini sa fare.
Montagna è trovarsi in una baita o in un rifugio (6) non di più e pranzare con polenta,funghi e salsiccie.
Dimenticatevi del sushi per favore.
Tuffatevi in una fetta di strudel o una crostata di frutti di bosco.
Montagna è far girare la grolla dell'amicizia mentre ci si racconta la vita alla luce del camino.
Montagna è fantasia e libertà di potere sperimentare le forze nel pieno rispetto della natura.
Montagna sono i tanti animali del bosco da osservare i silenzio per non disturbare.
Montagna è ammirare il sottobosco, i suoi frutti ,le bacche e i fiori.
Fotografarli se si vuole e lasciarli lì perché il prossimo viandante ne possa godere.
Ed è molto altro ancora secondo i nostri sogni o i nostri limiti.
Ora , davvero il problema è uno skylift fermo o una funivia che resta in stazione ?
Se ancora la pensate così voi non amate la montagna.
Voi cercate nella montagna quello che potreste trovare nelle vie della moda e dello struscio siano di Milano o di Bologna.
Fate il piacere; dimenticatevi della montagna , non fa per voi.
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venerdì 24 aprile 2020

Dal blog : "Privilegi"



Ci sono piccolissime cose che quando avvengono fanno sentire di avere un grande privilegio e questo rasserena l'animo.
Complice la riduzione forzata dell'attività umana si è verificato un nuovo riavvicinamento con la natura.L'uomo ha fatto un passo indietro e ha lasciato spazio a tutte le creature .
A me ha donato la visione privilegiata di come sia la vita di una coppia di merli.
Lo scenario è questo: salotto con vista sul giardino ; l'ampio finestrone si affaccia sul porticato corredato da un grigliato a supporto di un odoroso gelsomino folto e vigoroso, il pensatoio come lo chiamo io.
Da qualche giorno nell'angolo in alto appena sotto il viluppo di intrecci una coppia di merli ha il suo bel daffare alla costruzione del nido in previsione della deposizione delle uova.Se vivete in campagna penserete che non c'è niente di nuovo sotto il sole ma chi , come me, vive in città non è usuale tanta confidenza con i cicli naturali delle diverse specie.
In un paio di giorni con frequenti voli hanno completato l'opera, indisturbati come è giusto che sia.
E' stato uno spettacolo esclusivo poterli osservare comodamente seduta in poltrona ed ora sono in attesa del lieto evento.
Non so quando avverrà la schiusa delle uova, un altra cosa da imparare in questo momento cupo  della nostra vita.
Aspetterò impaziente l'arrivo di nuove vite che con molta umiltà completano la nostra. 


Una piccola cosa,un grande privilegio.



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martedì 3 marzo 2020

dal blog: "Cercasi leader disperatamente"



Proviamo a stabilire cosa sia veramente un leader.
Sgombriamo subito il campo dal concetto di uomo (o donna) forte, dittatoriale decisionista solitario .
Questo non è e non sarà mai un leader perché il consenso che ottiene si basa su una sorta di infatuazione collettiva che è destinata ad esaurirsi all'apparire di un'altra personalità simile.
Ne consegue un susseguirsi di innamoramenti senza costrutto.
A mio parere un leader dovrebbe avere come primissima caratteristica il sapere lavorare in squadra.  
Lo so che è più facile a dire che a fare ma vogliamo provarci una buona volta.
Iniziamo a formare un squadra forte, competitiva ma consapevole che la dote che in me è carente possa essere colmata da te che invece ne abbondi.
Primi passi verso una compagine che possa comprendere,arginare e soddisfare i bisogni della società nell'immediato e con un occhio attento alle necessità future;avere insomma una visione a medio termine invece di continuare a guardarci l'ombelico.
E fin qui tutti d'accordo ,credo.
Il problema che nel panorama politico non vedo nessuno ma proprio nessuno con queste capacità.
Ne un singolo ne un gruppo,tanto meno un partito o un movimento.
Questa crisi di "vocazioni" si sarebbe detto in altri ambienti, non riguarda solo noi italiani.
Basta dare uno sguardo a quel che avviene in Israele dove si sono tenute tre consultazioni elettorali partorendo un governicchio che al primo refolo di vento si sfalderà.
Oppure osservare le Primarie americane.
I contendenti hanno età imbarazzanti.
Oltre i settanta e passa.
Barak Obama non vi ha insegnato niente ?
Non ne faccio una questione puramente statistica ma credo sia evidente che l'impegno e l'entusiasmo che occorrono per mettersi al servizio della propria Nazione sia in maggior misura di quantità e qualità in personalità più giovani che abbiano ancora la freschezza per porsi e proporci nuovi obbiettivi.
Perché queste figure non emergono dal brodo culturale?
Dove stiamo sbagliando?
Ricette miracolose non ne ho ma forse la chiave sta nella partecipazione.
Rendere partecipati i luoghi in cui ci si confronta , forse ripeto, consentirebbe di individuare persone di qualità e magari anche di volontà.
In conclusione ,per non cedere all'amarezza,continuiamo a cercare senza sosta un vero leader.




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