benvenuti

I cuori puri sono i benvenuti....per tutti gli altri c'è speranza.

venerdì 21 novembre 2014

LA LEGGENDA DELL'ARCOBALENO



Un giorno,padre Sole apparve al giovane Atsosi Bagani e gli disse che avrebbe dovuto cercare una moglie in un territorio lontano e sposare la primogenita delle sorelle,chiamate Quelle-che-il-sole-non-illumina,che vivevano in un pueblo scuro e buio.Gli spiegò che erano così belle che gli uccelli,invidiosi,le avevano imprigionate e che solo lui avrebbe potuto salvarle.
Gli disse che avrebbe realizzato un ponte formato di tanta strisce colorate,in modo che egli ,trasformato in farfalla,potesse raggiungerle e portarle via.
Atsosi,trasformato in farfalla variopinta,attraversò il ponte confondendosi con i suoi colori,arrivò nella loro casa e apparve alle sorelle,che tessevano un magnifico tappeto dai colori dell'arcobaleno.
Le ragazze cercarono di prendere la farfalla,ma il Sole,che vegliava,le ridiede l'aspetto reale.
Il giovane si presentò alle ragazze e annunciò loro che avrebbe sposato la più grande e avrebbero convissuto tutti insieme nella sua casa piena di luce.
Gli uccelli si lanciarono su di loro per beccarli,ma il Sole li trasformò in farfalle e li condusse fino alla capanna di Atsosi.
Qui fu celebrato il matrimonio.
Atsosi si dedicava alla caccia,le due sorelle tessevano tappeti,ma avevano nostalgia della loro casa buia.
Il Sole volle aiutarle : diede a ciascuna due chicchi di grandine per difendersi e le tramutò in farfalle.
Appena gli uccelli si avvicinarono,scagliarono i quattro chicchi di grandine,che progressivamente trasformarono l'atmosfera in un temporale;dapprima nubi nere,poi pioggia scrosciante,ancora una grandinata e,infine,lampi e tuoni.
Giunte in salvo nella loro casa,aspettarono la fine del temporale,poi risalirono il ponte dai mille colori e raggiunsero nuovamente Atsosi .
Nonostante vivessero bene bene nella luminosa casa di Atsosi ,periodicamente venivano prese dalla nostalgia e il Sole,ogni volta,ricreava il ponte colorato perché potessero raggiungere la loro casa buia e,successivamente,ritornare alla casa del sole.
Da allora, quando scoppia un temporale,esso è sempre seguito dall'arcobaleno.

              
                                     Leggenda narrata da Nativi Americani.

mercoledì 12 novembre 2014

LA STANZA DELLE DONNE



Spaziosa,
per ospitare meglio parole dolorose e guizzi di speranza.
Pateticamente addolcita da un quadro d'infima fattura pretestuosamente illuminato da una lucina sopra la cornice ,triste parodia di pregevolezza ; si sa,l'arte non si discute ma nemmeno si millanta.
Arredi essenziali e funzionali alle necessità di chi vive questa stanza .
Il vero nemico è l'apparente immobilità ; in realtà lo strepito è continuo quasi meccanico.
Arriva adagio la sera fra veglia e oblio e con essa chi vigilerà sul nostro riposo.
Saluti sinceri , come fossimo amiche di lunga data; forse perché una volta che hai mostrato le tue fragilità non esiste pudore o remora.
Eliana , qualche anno più di me , sarda.
Questo per lei è stato il viaggio della speranza ; ha scelto l'eccellenza ma questo ha un prezzo; è sola e spaventata,come me del resto.Ci accomuna una incrollabile volontà, la necessità e la voglia di vincere , di squarciare questo pesante drappo e rivedere la luce della serenità.
Racconta la sua terra con dolcezza , fiera e uno scintillio negli occhi ne svela tutto l'amore ; il suo più grande desiderio è vedere la sua isola libera dalla morsa della disoccupazione,male condiviso in Italia, che in Sardegna morde come un cane furioso lacerando i sogni di giovani ,lasciando loro solo brandelli di precarietà con cui addomesticare il mondo.
Il pensiero va alla casa in riva al mare , quando ,con tutti i fratelli si trovavano l'estate per trascorrere qualche ora spensierata , le nuotate vigorose,la pesca e la grigliata in allegria.
Elena , che l'assiste , è una giovane moldava ; ventisette anni , un figlio di quattro che ora è con i nonni materni . Duplice lo scopo , non tranciare le radici,l'appartenenza a una cultura diversa; l'altro è tristemente economico;l'asilo costa troppo e Elena deve lavorare .Non basta lo stipendio del marito per vivere in tre, a malapena in due.
Abita fuori città,il pomeriggio alle sette prende il pullman e viene in ospedale.
Se capita l'agenzia le procura qualcosa per il pomeriggio poi la sera , puntuale e sorridente come avesse passato la giornata più bella del mondo.
Lei non ha un bel ricordo della sua terra,troppo presto per avere nostalgia, troppa miseria e scarse possibilità di affermazione a ricordarle la ruvidezza del vivere .
Quel che più le manca sono gli spazi ampi della campagna ; lei vissuta fra galline e conigli,un paio di mucche nella stalla,il lavoro nei campi e nel'orto , catapultata in un mondo opposto e ristretto .
Racconta le telefonate al figlio e la furberia del piccolo quando dice di essere stato tanto buono e lo sarebbe di più se mamma mandasse le caramelle, quelle colorate .
Strappa un sorriso questa ingenuità di bambino e rasserena il cuore .
E' arrivata anche Svetlana, ucraina .
Avete presente lo stereotipo della donna dell'Est, alta e bionda , occhi di ghiaccio ma dalla risata cristallina ? Lei !
Guardiamo insieme le notizie su internet,a casa sua sono in corso di svolgimento le elezioni presidenziali , una farsa dice , che non risolverà il conflitto con i russi, anzi alimenterà violenza ; mi racconta di mercenari senza alcun freno , disposti a sterminare chiunque senza motivo se non la sadica follia del genocidio.
Penso al Vietnam ; altri tempi certo ma la pazzia crudele e disumana è sempre quella.
Ci confida che ha molto timore per Alexander , il figlio maggiore; docente universitario e come tale ufficiale della riserva quindi richiamabile e da quel fronte non facilmente se ne esce vivi.
Sposato , ha una bimba di sette anni, cerca di non essere mai a casa,qualche ora per dormire e via ; non può farsi trovare,non vuole,vuole vivere .
Svetlana aveva un altro figlio,morto a ventiquattro anni per un incidente stradale.
Confida di non essere più la stessa da allora , lo credo bene .
Non si aspetta più nulla per lei , si accontenta di quel che ogni giorno riceve e lo fa bastare ; solo invoca protezione per l'altro figlio e la sua famiglia , è questa la sua missione.
Eppure scherza e ride , racconta barzellette russe terrificanti ma già questo basta ad alleggerire il clima .
Sferruzza una casacca per la nipotina e intanto mi insegna la maglia .
Ogni cosa , piccola o grande sia, queste donne forti e fragili ,la vivono per quel che è , senza dare altro significato che non risponda al nome vita.
Assopite,finalmente arriva il riposo.
Breve .
I corridoi si animano ; è finita questa strana notte fatta di parole , carezze all'anima , consolatorie.
Elena riprenderà il pullman per casa dove altro lavoro l'aspetta , Svetlana non ha sonno e farà un giro al mercato prima d'andare a riposare.
Restiamo sole Eliana ed io 
Buongiorno.
Lo sarà !



mercoledì 8 ottobre 2014

A CANESTRO !



Un traguardo importante .
 Festeggiare 40 anni d'impegno e serietà.
Quanti volti noti e quanto orgoglio per questa società che non si è mai macchiata di alcun che, che ha sempre creduto nei giovani e ne ha fatto crescere tanti ; l'elenco sarebbe lunghissimo e prestigioso ; sarebbe ingiusto e ingrato dimenticare anche un solo nome .
Ieri sera , al Teatro Valli c'eravamo tutti , e insieme a noi sedeva al posto d'onore Mike , il più grande che abbia mai calcato il parquet del Pala ,
ci ha fatto gioire , commuovere , incantare del suo gioco vigoroso e leale .
Ci ha fatto innamorare della suo modo di essere uomo , della battaglia vinta contro la droga , un grande .
Tutti abbiamo pensato a te ;ti sarebbe piaciuta la festa ; sobria e intima , il tuo stile .
Se mai un giorno vincessimo il campionato la mia gioia la dedicherò a te ,
grazie Mike , di cuore.




Michael Antony Mithcell
Atlanta 1 gennaio 1956
San Antonio 9 giugno 2011